martedì 16 gennaio 2018

TV e giornali ci nascondono tutto quello che sta di fatto accadendo dietro le quinte.

TV e giornali ci nascondono tutto quello che sta di fatto accadendo dietro le quinte.

Il “divorzio” tra Banca d’Italia e Tesoro (1981)

Il “divorzio” tra Banca d’Italia e Tesoro (1981)

Mauro Biglino - L' Oro? Serviva esclusivamente per questo UNICO MOTIVO!

A tutto campo. Giorgio Vitali

Mauro Biglino - L' Oro? Serviva esclusivamente per questo UNICO MOTIVO!

TG: Tele Gina - Strategia politica, dignità all'Italiano come allo stran...

DIEGO FUSARO: Ius soli. La distruzione capitalistica della cittadinanza ...

Perché odiano il Presepe di Natale - Diego Fusaro

DIEGO FUSARO SU PAPA FRANCESCO: ISPIRATO DA SOROS

lunedì 15 gennaio 2018

La nascita del Dio vivente

La nascita del Dio vivente

Pucciarelli Vitali Rassegna stampa 22 28 novembre 2012

SE E' VERO ALLORA LA FOLLIA NON HA PROPRIO LIMITI

Il grillino Sibilia: "Legalizzare i matrimoni di gruppo e tra specie diverse"????

IN ITALIA AUMENTA IL COSTO DELL’ENERGIA ELETTRICA, MENTRE IN GERMANIA SI VIENE PAGATI PER CONSUMARLA. IL PARADOSSO FINALE DELL’AUTORITA’ PER L’ENERGIA.

IN ITALIA AUMENTA IL COSTO DELL’ENERGIA ELETTRICA, MENTRE IN GERMANIA SI VIENE PAGATI PER CONSUMARLA. IL PARADOSSO FINALE DELL’AUTORITA’ PER L’ENERGIA.

«Perché Carlo ha un taglietto sul pisello che tu non hai»

«Perché Carlo ha un taglietto sul pisello che tu non hai»

Luigi Di Maio: simbolo e candidati, come possono togliergli tutto

Luigi Di Maio: simbolo e candidati, come possono togliergli tutto

Stefano Bollani e Igor Sibaldi - Storie sull'ignoto

QUESTION TIME INTERROGAZIONE PARLAMENTARE ANAGRAFE FINANZIARIA ASCOLTA LA RISPOSTA DEL GRANDE MINISTRO PADOAN.

(Esercizio dei poteri di indirizzo e vigilanza nei confronti dell'Agenzia delle entrate e di Sogei in relazione ad un efficace utilizzo dell'anagrafe dei rapporti finanziari a fini di contrasto all'evasione fiscale – n. 3-03328)


PRESIDENTE. L'onorevole Zanetti ha facoltà, per un minuto, di illustrare la sua interrogazione n. 3-03328 (Vedi l'allegato A). 

ENRICO ZANETTI. Grazie, Presidente. Signor Ministro, recentemente la Corte dei conti ha evidenziato, in modo abbastanza clamoroso, come a distanza di cinque anni tutte le informazioni che possono essere reperite nell'anagrafe dei conti correnti continuino a non essere utilizzate nemmeno in via sperimentale - figuriamoci in via operativa - dall'Agenzia delle entrate. Ci domandiamo, quindi, che senso ha continuare a consentire l'introduzione di nuovi gravosi adempimenti per imprese e professionisti se nel frattempo non si rendono realmente operativi e utili i già numerosi elementi presenti nell'anagrafe tributaria. 

PRESIDENTE. Il Ministro dell'Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, ha facoltà di rispondere per tre minuti. 

PIETRO CARLO PADOAN, Ministro dell'Economia e delle finanze. Grazie, Presidente, grazie, onorevole. Ricordo che la raccolta di dati e informazioni ai fini della valutazione della capacità contributiva è preordinata all'osservanza delle prescrizioni normative dettate a tutela dei diritti e delle libertà fondamentali dei contribuenti. Nell'ambito dell'attuazione delle disposizioni normative introdotte dal decreto n. 201 del 2011, il cosiddetto “salva Italia”, l'Agenzia delle entrate ha riscontrato criticità riconducibili ai seguenti aspetti: modalità di comunicazione e conservazione dei dati; qualità e congruità dei dati; finalità di classificazione dei contribuenti interessati dalla raccolta di tali informazioni. Pertanto, l'Agenzia ha intrapreso un dialogo con l'Autorità garante per la protezione dei dati personali al fine di poter disporre di linee guida sulle esatte modalità di trasmissione dei dati, nonché per la verifica preliminare di criteri selettivi basati sull'utilizzo dei dati contenuti nell'archivio dei rapporti finanziari. In tale ottica è stata realizzata una nuova infrastruttura informatica, denominata “Sistema interscambio dati”, dotata di livelli di sicurezza molto elevati in grado di garantire il transito in sicurezza delle nuove informazioni. Nel 2015 è stato introdotto il nuovo tracciato unico informatico con il passaggio del quale si è reso necessario costruire un nuovo archivio dei rapporti che ha comportato una complessa attività di migrazione di quei rapporti comunicati fino al 31 dicembre 2015 in base alle specifiche tecniche precedenti al tracciato unico. Parallelamente, l'Agenzia delle entrate ha elaborato un modello basato sull'analisi integrata delle informazioni finanziarie e degli altri elementi presenti in anagrafe tributaria per l'individuazione di indicatori di rischio sintomatici di profili rilevanti di evasioni fiscali. La tempistica di realizzazione di tali interventi è dunque dipesa dalla necessità di assicurare i congrui termini per l'adempimento da parte degli operatori anche in ragione delle caratteristiche dei rispettivi sistemi informativi, in alcuni casi contraddistinti da una procedura di estrazione dati non completamente automatizzata, dalla necessità di soddisfare le esigenze relative alla protezione dei dati personali sia con riferimento alla concentrazione presso l'anagrafe tributaria di una notevole quantità di informazioni personali sia in relazione alle finalità di classificazione degli interessati cui la raccolta di tali informazioni risulta preordinata. Infine, è dipesa dall'esigenza di creare una banca dati caratterizzata da adeguati standard di completezza e qualità delle informazioni utilizzate da parte dell'Agenzia. 

PRESIDENTE. L'onorevole Zanetti ha facoltà di replicare per due minuti. 

ENRICO ZANETTI. Grazie, signor Ministro. Credo che queste considerazioni, se stessimo parlando di qualcosa che era stato introdotto uno o al massimo due anni fa, potrebbero avere una loro significatività. Ma nell'istante in cui parliamo di qualcosa che sono ormai cinque anni che potrebbe essere reso operativo e che, come apprendiamo da questa risposta, è tuttora in corso di divenire, allora è evidente che i tempi sono assolutamente incompatibili con quello che può essere il riconoscimento di un'adeguata capacità da parte delle strutture - e naturalmente anche da parte del Ministero nel dare gli indirizzi - di tradurre in modo concreto quelle che sono le possibilità che le norme introdotte a suo tempo con funzione anti-evasiva danno. Ribadisco, quindi, che sarebbe opportuno concentrarsi affinché ciò che già può essere reperito nella vastissima anagrafe tributaria venga utilizzato piuttosto che continuare, come si è fatto anche nell'ultimo anno in modo ripetuto, a introdurre ulteriori adempimenti che poi, a loro volta, con questa evidente incapacità gestionale dal punto di vista tecnologico e informatico, producono ulteriori corti circuiti: le vicende legate allo spesometro di queste settimane e mesi sono note a tutti. Concludo dicendo che la Corte dei conti nel fare questa denuncia si chiedeva come mai in questi anni non ci fosse stato un indirizzo politico forte sul punto e invitava semmai ad assumerlo. La sua risposta, signor Ministro, mi sembra invece di giustificazione totale di quanto è successo. Quindi, prendo atto che per lei è normale che a distanza di cinque anni le strutture preposte al controllo del suo Ministero non siano ancora in grado di utilizzare in modo efficace contro l'evasione le norme che ci sono. (Iniziative di competenza nei confronti dell'Agenzia delle entrate al fine di un corretto utilizzo dell'anagrafe dei rapporti finanziari per il contrasto all'evasione fiscale – n. 3-03329). 

PRESIDENTE. L'onorevole Rizzetto ha facoltà, per un minuto, di illustrare la sua interrogazione n. 3-03329 (Vedi l'allegato A). 

WALTER RIZZETTO. Grazie, Presidente Giachetti. Buongiorno, Ministro Padoan. Dunque, Ministro, l'anagrafe bancaria o anagrafe dei rapporti finanziari, istituita nel 2009, è costata già alle tasche degli italiani 10 milioni di euro. Secondo noi questo è uno strumento fondamentale rispetto alla lotta all'evasione e al contrasto dell'evasione, contrasto dell'evasione su cui, tra l'altro, voi dite che state facendo molto ma gli stessi magistrati contabili dicono che è di scarsa efficacia. Allora, noi ci chiediamo perché questa grave ed ennesima inadempienza da parte dell'Agenzia delle entrate ma, soprattutto, perché c'è una mancata vigilanza da parte sua nei confronti dell'Agenzia delle entrate affinché l'utilizzo dell'anagrafe bancaria sia di fatto istituito, anche perché senza questo utilizzo dell'anagrafe bancaria c'è un ulteriore inadempimento perché i dati che l'Agenzia delle entrate dovrebbe passare al Parlamento di fatto non ci sono. Quindi, Ministro, noi le chiediamo perché non viene utilizzata. 

PRESIDENTE. Il Ministro dell'Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, ha facoltà di rispondere per tre minuti. 

PIETRO CARLO PADOAN, Ministro dell'Economia e delle finanze. Grazie, Presidente. La domanda sollevata dall'onorevole Rizzetto ed altri è in gran parte coincidente con i temi affrontati nella precedente interrogazione dell'onorevole Zanetti e, quindi, alcuni degli argomenti, che non ripeterò per brevità di tempo, sono gli stessi che ho utilizzato prima. Però, vorrei aggiungere un punto specifico riguardo all'utilizzo dell'anagrafe tributaria che non ho potuto esporre prima. Parallelamente all'attività che ho descritto in precedenza, l'Agenzia delle entrate ha elaborato un modello basato sull'analisi integrata delle informazioni finanziarie e degli altri elementi presenti in anagrafe tributaria per l'individuazione di indicatori di rischio sintomatici di profili rilevanti di evasione fiscale. Il modello di analisi elaborato è orientato a intercettare anche fattispecie apparentemente virtuose ovvero contribuenti che, pur effettuando spese che si conciliano con i redditi dichiarati, accumulano risparmi incompatibili con quegli stessi redditi al netto delle spese sostenute, ovvero soggetti passivi IVA che, ad esempio, pur risultando congrui e coerenti all'esito dello studio di settore evidenziano incrementi del patrimonio finanziario non giustificabili con i ricavi o i compensi dichiarati e con le variabili strutturali e contabili comunicate.Considerate le potenzialità dello strumento di analisi nonché le prescrizioni rappresentate dall'Autorità garante per la protezione dei dati personali nel corso del 2016 e del primo semestre 2017 l'Agenzia ha avviato, con provvedimento del direttore del 9 agosto 2017, un'attività che sperimenta i criteri di rischio elaborati per l'anno d'imposta 2013 su un campione ristretto di soggetti, sperimentazione in corso di svolgimento. Infine, si sta proseguendo nell'attività di analisi delle motivazioni dei saldi che hanno interessato i rapporti finanziari, allo scopo di elaborare indicatori di anomalia in base ai quali è possibile valutare l'opportunità di sottoporre le posizioni che risultano incoerenti ad attività istruttorie di controllo. 

PRESIDENTE. L'onorevole Rizzetto ha facoltà di replicare per due minuti. 

WALTER RIZZETTO. La ringrazio, Presidente. Grazie, Ministro. Non mi ritengo assolutamente soddisfatto della sua risposta, in quanto non c'è nessuna giustificazione che possa reggere rispetto a questa ennesima violazione della legge. Qui si parla di violazione della legge, Presidente. Gestire la macchina fiscale in modo discrezionale, Ministro, come sta facendo lei o come sta facendo, di fatto, il Ministero nei confronti dell'Agenzia delle entrate non è cosa giusta, non è assolutamente cosa giusta, perché ve ne fregate, di fatto, della legge, ve ne fregate delle sentenze, ve ne fregate delle delibere della Corte dei conti poc'anzi anche citate da un collega qui in Aula. I magistrati contabili, Ministro, sono stati chiari: il sottoutilizzo dell'anagrafe bancaria ha determinato risultati di poco conto nei confronti dell'evasione fiscale, però poi leggere sul giornale i grandi risultati rispetto alla stessa, ovvero rispetto alla lotta all'evasione fiscale, che voi fate quotidianamente proprio nei confronti dell'evasione fiscale. In sintesi, Ministro, voi state dicendo ai cittadini italiani che non si sta combattendo la grande evasione fiscale, cioè i grandi evasori in Italia fanno quello che vogliono, mentre andate a multare un cittadino o un lavoratore che non arriva alla fine del mese, ma che, magari, evade 50 euro alla fine dello stesso, e quindi scatta chiaramente un procedimento da parte dell'Agenzia delle entrate. Siete con i forti e non state con i deboli: è semplice fare così. Chiudo, Presidente, dicendo che, e lo rinnovo, siete fuorilegge. L'unica cosa che mi conforta è che fra qualche settimana o qualche mese sarete anche fuori da questo Parlamento.

Le Agenzie fiscali e l’elusione della sentenza della Consulta

Le Agenzie fiscali e l'elusione della sentenza della Consulta : LexItalia.it

Esplorazione spaziale: motore della ripresa economica

ITALIA ARLECCHINO: SERVI DI TUTTI I PADRONI.

ITALIA ARLECCHINO: SERVI DI TUTTI I PADRONI.

Giancarlo Rosati: Spiritualita' e metafisica, la potenza della domanda. ...

Misteriose ruote di pietra

PERCHÉ NON TI FANNO RIPAGARE IL DEBITO - Marco Bersani

venerdì 12 gennaio 2018

Pass The Salt

MA CHE COSA E' IL NEOLIBERISMO USURAIO?

LA GRECIA DEVE CEDERE ORO E PATRIMONIO IMMOBILIARE IN CAMBIO DI PIÙ DEBITO E AUSTERITÀ? IO LO CHIAMO SACCHEGGIO LEGALIZZATO!

La legge si fa

La Cina dichiara guerra al traffico di minori, blitz in 9 province

ESPERIMENTO SOCIALE AGGHIACCIANTE

ESPERIMENTO SOCIALE AGGHIACCIANTE 
http://video.huffingtonpost.it/cronaca/bambino-rapito-in-pubblico-l-esperimento-sociale-lascia-senza-parole/8010/8002

MA CHE VUOL DORI NEOLIBERISMO?


GRECIA: I LAVORATORI COSTRETTI A RESTITUIRE LA TREDICESIMA








“I rischi di collisione di satelliti con frammenti di spazzatura spaziale sono giornalieri”


Sacchetti compostabili e il Ginapensiero

Kedron Energy

perche' i satelliti non cadono

giovedì 11 gennaio 2018

Marcello Veneziani: "Cosa penso dell'immigrazione"


Piero Zanfretta convegno ufologico savonese 2017

Controcorrente SupernovaTV I VACCINI

Controcorrente SupernovaTV I VACCINI

Controcorrente SupernovaTV I VACCINI

Riflessione sui Cretini

Qualcuno dice che: 

           "Non bisogna togliere il diritto ad essere Cretini"...!!

Concetto ontologicamente giusto...  sperando però, che sia stato ispirato e formulato guardandosi allo specchio.....!!! 

Per il principio della falsificabilità della verità..... Chi è più cretino di chi? E soprattutto quale è il limite oltre il quale uno comincia ad essere Cretino oppure finisce di essere cretino?

L'essere cretino è una facoltà reversibile?

Il Cretino funzionale ha un ruolo politico-economico solitamente (poi torna normale)?
Il Cretino naturale ha un ruolo distruttivo e basta (irreversibile)?

Magari si può anche essere Cretini  funzionali per tornaconto personale dicendo agli altri di essere cretini? 

I dubbi vengono certe volte...

Non solo

C'è anche il diritto a essere sani di mente fino ad una certa età ed aver fatto cose grandiose salvo poi perdere il senno ad un certo punto della vita..... ritrovarsi cretino (o farlo) dando del cretino agli altri?

Poi 

C'è anche il diritto di  fare le donazioni alle ONG....!!

Cosi come 

C'è il diritto di ricevere donazioni da "chiunque".....!!

Tutti diritti sacrosanti da riconoscere ovviamente!!!

Piero Zanfretta convegno ufologico savonese 2017

Dio dorme nelle pietre, sogna nelle piante, si muove negli animali e si sveglia nell'uomo.

Bitcoin, Ethereum, Ripple: wallet in sicurezza

RISVEGLIATI FUORI TEMPO MASSIMO COME SALVATORI E QUESTIONI ETICHE di ...

QUI LE BALLE VOLANO DA TUTTE LE PARTI... di G.Vitali

RIFLESSIONI ....

Quando l'intero significato della vita passa per l'intermediazione del denaro vuol dire che la civiltà è sull'orlo dell'estinzione..................


Tu hai la presunzione di sapere come funziona il tuo cervello, loro lo sanno e basta. Infatti loro mettono le tasse tu le paghi.

MA COSA E' IL NEOLIBERISMO USURAIO?

«Se mai gli americani consentiranno a banche private di emettere il proprio denaro, le banche e le grandi imprese priveranno la gente delle proprietà di ciascuno, finché i figli si sveglieranno senza tetto nel continente conquistato dai loro padri».
Thomas Jefferson

La Russia si prepara a lasciare il Sistema Bancario Internazionale SWIFT

La Russia si prepara a lasciare il Sistema Bancario Internazionale SWIFT

DEL SIGNIFICATO DI AMORE


QUANDO UNA CIVILTÀ' DECIDE LA SUA ESTINZIONE E FA DI TUTTO PER ACCELLERARLA

Torino. Un corso per medici sull'eutanasia. Con chi la pratica

2 SACCHETTI SU TRE LICENZA NOVAMONT BIODEGRADABILITA' 40%

Di Pietro, Corriere della Sera, Contrada, Cia e servizi segreti

Arance italiane fuori,quelle africane dentro.L’UE massacra il sud

Arance italiane fuori,quelle africane dentro.L’UE massacra il sud

DI PIETRO UOMO DELLA CIA? NON E' UNA NOVITA' (PERCHE' LO DICONO SOLO OGGI?)

9 - Il ramo italiano Rothschild e Edoardo Agnelli, Grillo, Santoro, Tra...

Mandarà e Amodeo su Aspen, Goldman Sachs, Trilaterale, Bilderberg, Monti...

martedì 9 gennaio 2018

Meister Eckhart - L'uomo e l'Infinito - massime spirituali sull'uomo let...

STRAORDINARIO E MAGISTRALE INTERVENTO di [Marcello Veneziani] Il sistema globalitario

Il concetto di Sistema ( spiegazione ed esempi). CRISI del sistema post-...

Il concetto di Sistema ( spiegazione ed esempi). CRISI del sistema post-...

Spiegazione della nuova legge elettorale

“Se non è rispettata la giustizia, che cosa sono gli Stati se non delle grandi bande di ladri?”
SANT'AGOSTINO

Non aver paura di dire....la menzogna religiosa.


Non aver paura di dire....la menzogna religiosa.
Se vuoi udir parlare in te la parola eterna, prima devi del tutto sottrarti all’udire.
Angelus Silesius

Merate (Lc), 18/3/2017, INCONTRO con MARCO VANNINI: LA MISTICA NELLA CHI...

Mamme, #pancinehot e bambole reborn: il Signor Distruggere svela le foll...

Truffa alla nigeriana

Ecografia di un aborto (in diretta) NO ALL'ABORTO

SENZA PAROLE

IN GERMANIA ARRESTANO ANCHE GLI AVVOCATI DIFENSORI

tavola rotonda sulla GNOSI (Firenze, 1-6-2017). S. Givone, M. Vannini, D...

Creazione senza Dio - dibattito - 2007

"Bohemian Rhapsody" - Andy Wahlberg

Man invents machine to convert plastic into oil

E' il pensiero che genera la materia

Il concetto di Sistema ( spiegazione ed esempi). CRISI del sistema post-...

Game Over

Game Over

LEZIONE SU COME SI VOTA IL 4 MARZO - GIUSEPPE PALMA



sincronicità istruzioni per l'uso

MAGIA E TRADIZIONE


Ho letto tutto d’un fiato, l’altra sera, su “Ereticamente” un interessante pezzo di Luca Valentini,sulla relazione tra la Tradizione Romana e l’esperienza del Gruppo di Ur del quale, tra l’altro, mi sembra siano ricorsi quest’anno, novant’anni esatti dalla nascita. Un pezzo concepito con l’intento di dipanare le tante incertezze e confusioni che attorno a quella esperienza sono venute a crearsi, ingenerando in seguito, non poche distorsioni. L’autore sembra qui voler scoperchiare il Velo di Maia di tutta una serie di spinose questioni, che come un fiume carsico attraversano, da troppo tempo oramai, tutti quegli ambienti che amano definirsi “tradizionalisti” o che, addirittura senza troppi fronzoli verbali, si definiscono semplicemente “praticanti” o aderenti ad una qualsivoglia disciplina o gruppo a connotazione esoterica od iniziatica o paganeggiante, che dir si voglia. 
Il nostro Luca Valentini, carte alla mano, ci dice che intenzione del Gruppo di Ur non era il ritorno “sic et simpliciter” ad una religiosità pagana in Occidente, intesa in un senso prettamente fideistico bensì, il rivolgere il proprio sguardo all’archetipo sacrale della romanità ( che il simbolo del fascio, in quel momento sembrava incarnare alla perfezione, sic!), senza disgiungerlo da tutto un plurisecolare correlato magico ed esoterico, che, sempre per ragioni di brevità, potremmo definire di natura “ermetica” o gnostico-cabalistica e, pertanto, afferente indifferentemente ad una molteplicità di radici e riferimenti culturali (e cultuali!). Il tutto ci vuole riportare ad una forma di archetipico universalismo dell’esperienza magica, vista come forma di “potenziamento” dell “Io”, di quell’Ego che, da Cartesio in poi, nel bene e nel male, diverrà il protagonista della scena dell’Occidente (come abbiamo già fatto notare nel nostro commento al pezzo di Paolo Pozzati su Schopenauer , da Ereticamente pubblicato in questi giorni…). Ora, se è vero che, la Magia e l’Esoterismo con l’avvento della Modernità vanno incardinandosi con tutte quelle tematiche legate all’irrazionalismo filosofico ed alla succitata riscoperta dell’ego e della sua dimensione inconscia; se è vero che la dimensione inconscia si fa ponte tra la dimensione micro e macro cosmica della realtà ( specialmente nella psicanalisi junghiana…) e, pertanto, spalanca la strada all’idea di una mente connessa ed interagente con le forze dell’Essere; se poi tutto questo viene rafforzato e riconfermato in una pratica magica/esoterica che attinge indifferentemente a qualunque forma di Tradizione, tutto questo, al giorno d’oggi, non può non divenire oggetto di una riflessione attenta. Togliamo un momento di mezzo le immagini di un rozzo e caricaturale neofascismo “evolomane” che, della Tradizione, hanno fatto un monolitico feticcio. 
Andiamo invece al nocciolo del problema. Un problema che si chiama Globalizzazione, ovverosia, il costante ed inarrestabile avanzare di una forma di pensiero agglutinante, omologante, riferentesi ad un’unica ed indiscutibile realtà: quella del dominio e della supremazia Tecno Economica sull’intero mondo. Tutto questo sta stravolgendo, alienando e distruggendo quello che, dell’umanità e delle varie civiltà ad essa correlate, costituisce il sale, ovverosia la differenza, la varietà, la caleidoscopica multiformità di una Vita che, incessabilmente produce forme, colori, sensazioni e ce li mette continuamente davanti agli occhi. Un processo questo che, negli ultimi tre secoli è andato facendosi più serrato ma che, trova le proprie radici nelle plurimillenarie origini del Monoteismo. Il credere in un solo Dio, anziché in dieci o cento Dei, di per sé non può costituire né peccato, né blasfemia, né una forma di distorsione mentale, ma una modalità di credere come tante altre e basta. Il mondo antico conobbe le monolatrie, né si vedeva con particolare malocchio chi adorava il proprio personale Dio. Il problema del monoteismo, sta nelle sue ricadute ideologiche. Nel nome della supremazia di un principio di esclusivismo che tende via via ad escludere aprioristicamente qualunque altra manifestazione del divino, sino a fare di quel Dio “unico” la metafora di un modello di sviluppo culturale, politico, economico che, via via, andrà avviluppando il mondo in una alienante spirale di autodistruzione. E siamo a quella Globalizzazione che, in base a quanto poco fa detto, trova i propri presupposti spirituali proprio in quel monoteismo, espresso da simboli e dottrine iniziatiche più o meno richiamantesi al milieu culturale ellenistico più tardo, influenzato dalla Gnosi ebraico-cristiana. 
Questi elementi vanno gradualmente amalgamandosi, nella tarda Rinascenza, con quella spinta all’esasperazione dell’individualismo (vi ricordate lo “scientia est potentia” della “Nuova Atlantide” di Francis Bacon?) che, nel Protestantesimo, nel Mercantilismo, ma anche nel’Utopismo, troveranno la loro più consona rappresentazione e costituiranno la base ideologica per il nascente Capitalismo. E qui assistiamo ad un fenomeno di schizofrenica bipartizione che, della storia d’Occidente sembra essere un classico, ovverosia, un filone di pensiero che si scinde nel suo opposto, con cui continua a convivere senza soluzione di continuità. E così l’antropocentrismo della Rinascenza, che fece da combustibile alla rinascita di un Neoplatonismo Paganeggiante da Marsilio Ficino a Pomponio Leto, quella Rinascenza che doveva essere la base per una radicale rinascita dell’Occidente, quasi per una mostruosa mutazione, va trasformandosi in una caricaturale esaltazione del più sordido e perdente dei modelli umani: quello del mercante… L’Occidente che sorgerà dalla Modernità Illuminista nascerà altrettanto schizofrenico e doppio. Pensiero razionale e meccanicista e pensiero irrazionale e vitalista si fronteggeranno e si scontreranno senza soluzione di continuità. Ed anche qui, nel continuo mestarsi e rimestarsi di acque, permarrà tanta, troppa confusione di cui, ad oggi, facciamo tutti ancora le spese. Tenteranno i Romantici e poi i vari gruppi Ariosofici, sino ai gruppi Neopitagorici italiani, con esponenti come Reghini ed Evola, a spostare l’asse della riflessione esoterica su riferimenti più attinenti alle tradizioni ed agli archetipi spirituali indoeuropei, piuttosto che a quelli gnostico-cabalistici e rosacrociani. E su questo punto è doverosa una precisazione. 
Evola esplicita molto bene i suoi scopi, in “Imperialismo pagano”. Al pari del Caetani e di altri, egli sperava in una rinascita del Paganesimo in Italia, non senza però, l’apporto di quelle forme sapienziali dalla valenza iniziatica, di cui l’esperienza di Ur cercherà di fare tesoro, in un contesto di sperimentazione e pratica del magismo. L’intero tentativo di Ur ed altri riuscirà solo parzialmente, visto che, ad oggi, tutto il mare magnum della riflessione esoterica è, per lo più, ancora incentrato su questi parametri, ovverosia su un confuso universalismo esoterico. A questo va aggiunto un altrettanto esiziale elemento di confusione, tutto incentrato sulla reale natura dell’azione magica. La Magia sembra esser divenuta un correlato della Modernità, di una Modernità desiderante, che deve fare del desiderio, del lontano dell’impossibile, il vicino, il possibile, il reale, il tangibile. La Magia è cosa probabilmente antica quanto l’uomo, ma anche quanto la religione, il credere ad una o più forze trascendenti da cui tutto deriva e/o che tutto compenetrano. 
Qualcuno ed anche più, un consistente numero di studiosi di livello, affermano essa essere, al pari dell’Astrologia, una tecnica della religione, un suo semplice correlato. Più di qualcuno afferma, invece, essa essere qualcosa di totalmente indipendente dalla “religio”, da cui, invece, attingerebbe disinvoltamente per il proprio fine principale, che è quello della potenza di un ego che, a tal fine è disposto anche a farsi possedere da entità o spiriti che dir si voglia. Diciamo che la verità sta nel mezzo. Inizialmente nata quale tecnica della religione, finisce man mano, con l’avvento della Modernità per farsi via estrema alla soddisfazione dello sviluppo egoico ed egotista della nostra attuale civiltà. L’unico grande vantaggio che noi Moderni o Post tali abbiamo, rispetto a coloro che ci hanno preceduto, sta nella spettacolare messe di informazioni, in quel sapere specialistico che, gloria o damnatio dei nostri tempi, ci permette di sapere e, pertanto di avere coscienza di ciò che noi siamo o potremmo essere e “cosa” è accaduto…Appunto nel nome di tutte quelle belle premesse di cui abbiamo parlato, si possono ancora fare certe confusioni a livello iniziatico, confondendo Gnosi, Cabalistica, Ermetismo, Neoplatonismo, Paganesimo ed altro ancora,in un immane fritto misto? Certe vie, potevano trovare una giustificazione in un passato in cui, a seguito di certi eventi, non si era raggiunto il livello odierno di coscienza. Basti ricordare che, sino al 19° secolo, la Bibbia e le Sacre Scritture rappresentarono un ineludibile punto di riferimento per qualsiasi tipo di elaborazione di tipo intellettualistico o misterico che dir si volesse. La stessa intuizione di un universalismo degli archetipi rinvenibile negli studi di C.G.Jung ed anche negli scritti di Renè Guenon, anche per quanto attiene la dimensione misterica, per quanto giusta possa esser considerata, oggi più che mai, deve esser soggetta ad un limite preciso, rappresentato da quanto sin qui descritto. Pertanto, il praticare discipline misteriche, evocando magari entità legate alla tradizione biblico-cabalistica o praticando arti magiche che, slegate a qualunque superiore contesto, tante volte finisce con il divenire solo una forma di puro appagamento egoico. 
Non è questo fare il gioco sottile del Globalismo e dei suoi scherani? L’omologazione globale finirebbe con il trionfare anche attraverso quei simboli destinati a far da veicolo a messaggi che nulla c’entrano con gli originari significati ad essi, impregnando ancor più di sé l’intero creato. Il Paganesimo dovrebbe farsi così metafora e simbolo di quell’istanza di molteplice, che è l’unica medicina al male globale che oggi rischia di distruggere il mondo. E poi. Sino a che punto una pratica iniziatica può esser a-religiosa, ovverosia distaccata da un preciso riferimento tradizionale, senza degenerare in un caciaronesco occultismo? Credo sia necessario, ora più che mai, in questa fase di avanzato Kali Yuga, un passo indietro da parte di tutti. Senza dover rinunciare al proprio Credo, qualunque esso sia, identificare chi e dove è il nemico e vivere in modo più critico ed attento i propri rispettivi riferimenti ideali. So benissimo che, quanto qui affermato suona di utopistico e quasi banale, ma credo che, mai come in questo momento, sia giunto il momento di impegnarci, anche su una tematica così spinosa come quella legata alla conoscenza esoterica, in un dibattito franco e chiarificatore. Ne va della nostra sopravvivenza, come uomini in un mondo di rovine. 
UMBERTO BIANCHI 

DON SALVADOR FREIXEDO - AMA A TU PRÓJIMO - Entrevista con Tote Tamayo Pa...

¿Cuáles son las intenciones de los extraterrestres?. Entrevista a Salvad...

Gnosis Polis: Eresia Vaticana (Dott. Sandro Zicari e Ing. Fabio Sipolino)

lunedì 8 gennaio 2018

L'ALDILA' DESCRITTO NELLE COMUNICAZIONI DEI DEFUNTI

NOTIZIE SULLA TRUFFA DEI SACCHETTI, ECCO LA MIA ALTERNATIVA - CARLO SIBI...

Rassegna Stampa Lunedì 08 Gennaio 2018

Non siamo mai andati sulla LUNA - Le Fasce di Van Allen

Chi fabbrica più falsità in politica?

Chi fabbrica più falsità in politica?

"LA SCIENZA MARCIA E LA MENZOGNA GLOBALE"

"LA SCIENZA MARCIA E LA MENZOGNA GLOBALE" 

E' il pensiero che genera la materia

Rinaldi denuncia: “No euro sparito dai programmi. Cosa dico a Borghi e Bagnai”

Rinaldi denuncia: “No euro sparito dai programmi. Cosa dico a Borghi e Bagnai”

Il MANTRA ossessivo della presunta SCIENZA di G. Vitali

Non tradite mai la Vostra Potenza d'Amore

Non tradite mai la Vostra Potenza d'Amore,
il più grande peccato che si possa fare non è il non credere in qualcosa ma il non impiegare l'amore; non esercitarlo, non amare. L'amore viene dallo Spirito che vuole essere presente alla nostra vita e per la nostra vita.
G. Turrisi

OGNI RIFERIMENTO A FATTI PERSONE O COSE E' PURAMENTE CASUALE


L‘etica deteriore della scommessa

L‘etica deteriore della scommessa

Presidente Giorgio Napolitano aiuta Vinicio de Bortoli - Invenzione del ...

Matteo Tenan convegno ufologico savonese 2017

TUTTO HA CONSEGUENZE IN UN MONDO INTERCONESSO


CERTE VOLTE LA POTENZA DI UNA VIGNETTA VALE PIÙ DI MILLE CONFERENZE


domenica 7 gennaio 2018

DMT di ENRICA PERUCCHIETTI Torriglia 2014

Tassa busta spesa 2018

AMBIGUITA' NEI PROBLEMI DELLA SANITA' di G. VITALI

AMBIGUITA' NEI PROBLEMI DELLA SANITA' di G. VITALI

CASO AMICIZIA Una Straordinaria Esperienza Di Contatto Tra Umani ed Extr...

Appello perché Erasmo sia veramente riconosciuto come maestro per tutti di umanità e di universalità

Cari Lettori e Lettrici della newsletter,

vi invio un appello a favore del riconoscimento di Erasmo come dottore dell'umanità in questo momento problematico; se lo condividete, passatelo agli amici; se fate parte di un'associazione o di una rivista, pubblicatelo e diffondetelo; grazie

Cordialmente
Giorgio SAGLIETTI


Nel 1501 Erasmo da Rotterdam scriveva l'Enchiridion militis christiani in cui formulava succintamente le sue proposte di riforma della Chiesa (pubblicato nel 1503 e ripubblicato a Lovanio nel 1515). Nel 1517 Martin Lutero pubblicava le sue “novantacinque tesi” suscitando le rimostranze dei conservatori e del Vaticano ed Erasmo il 14 agosto 1518 faceva precedere la riedizione in Basilea (Froben) dell'Enchiridion da una importante prefazione di 25 pagine, in cui - non ravvisando alcun elemento di eresia nella posizione luterana - volle ribadire l'urgenza di una riforma di cui si avvertiva il bisogno da almeno tre secoli. Erasmo nella comunità degli specialisti è riconosciuto come maestro (Programma Erasmus e Praemium Erasmianum), ma le culture confessionali cristiane risentono ancora di una “damnatio memoriae” di cui fu vittima nella Chiesa romana per non aver voluto prendere posizione contro Lutero a favore della “Controriforna”, e per le ragioni opposte, per non avere aderito alla “Riforma”, oltre che per l'utilizzo dell'umorismo e della satira in argomenti ritenuti “religiosi”. Anche nei recenti incontri di papa Francesco con i Valdesi e i Luterani, Erasmo non è stato ricordato. Un'incoerenza che, se la Chiesa è “semper reformanda”, va risolta con la libertà della ricerca teologica e la cattedra dottrinale estesa ai laici senza previa santificazione, secondo la definizione equiparatrice del laicato data dal Vaticano II. Il coraggio della Chiesa di autoriformarsi avrebbe potuto evitare la Riforma e, soprattutto la Controriforma: Erasmo da Rotterdam, inattaccabile per la sua grande fama di intellettuale, si era espresso tempestivamente perché la Chiesa evitasse conseguenze prevedibili. Un dottore della Chiesa mancato? In futuro la Chiesa vorrà imparare solo da "dottori" consacrati dalla santità riconosciuta e dal Sant'Uffizio o accetterà di imparare anche da un Erasmo, che già credeva nella libera ricerca teologica? A questo interrogativo ci aspettiamo dia una risposta esplicita chi, nella Chiesa cattolica, cerca di testimoniare l’Evangelo senza essere prigioniero di direttive o di preclusioni di alcun tipo. Erasmo da Rotterdam conclude il Medio Evo e inaugura la Modernità – è il padre dell'Illuminismo - ma il suo universalismo è stato tradito: in questo tempo di violenza il mondo (e non solo le Chiese e le Religioni) ha bisogno di un Maestro quale è stato Erasmo che assuma i valori universali di una spiritualità della Pace contro tutti i particolarismi – anche ti tipo religioso - che lo dividono. Deve essere valorizzato il messaggio erasmiano per contrastare ogni tentazione di considerare la guerra e le armi come mezzi adeguati a risolvere i conflitti tra i popoli e la conquista come legittimo titolo di proprietà territoriale e supremazia culturale. Soprattutto gli va riconosciuta la valorizzazione delle spiritualità per uscire dal dogmatismo delle religioni e dalle contrapposizioni confessionali. In particolare ci sembra che egli possa essere ispiratore di un’Europa diversa da quella attuale, attraversata da troppi particolarismi ed egoismi. Questo lavoro di riconoscimento, recupero e valorizzazione spetta certamente a tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell'umanità e soprattutto a coloro che hanno un ruolo nella ricerca, nella scuola e nei mezzi di comunicazione. Tempi di fraternità metterà a disposizione di tutti un numero monografico “Ripartiamo da Erasmo” dal prossimo giugno per rilanciare la figura di Erasmo da Rotterdam come fattore unificante della civiltà nel Terzo Millennio. Gianfranco Monaca, Giorgio Saglietti, Danilo Minisini, Davide Pelanda, Riccardo Cedolin, Giorgio Bianchi, Andreina Cafasso, Daniele Dal Bon, Luisa Vigna, Giancarla Codrignani.Vittorio Bellavite, Enrico Peyretti , Alberto Simoni eccAppello perché Erasmo sia veramente riconosciuto come maestro per tutti di umanità e di universalità Nel 1501 Erasmo da Rotterdam scriveva l'Enchiridion militis christiani in cui formulava succintamente le sue proposte di riforma della Chiesa (pubblicato nel 1503 e ripubblicato a Lovanio nel 1515). Nel 1517 Martin Lutero pubblicava le sue “novantacinque tesi” suscitando le rimostranze dei conservatori e del Vaticano ed Erasmo il 14 agosto 1518 faceva precedere la riedizione in Basilea (Froben) dell'Enchiridion da una importante prefazione di 25 pagine, in cui - non ravvisando alcun elemento di eresia nella posizione luterana - volle ribadire l'urgenza di una riforma di cui si avvertiva il bisogno da almeno tre secoli. Erasmo nella comunità degli specialisti è riconosciuto come maestro (Programma Erasmus e Praemium Erasmianum), ma le culture confessionali cristiane risentono ancora di una “damnatio memoriae” di cui fu vittima nella Chiesa romana per non aver voluto prendere posizione contro Lutero a favore della “Controriforna”, e per le ragioni opposte, per non avere aderito alla “Riforma”, oltre che per l'utilizzo dell'umorismo e della satira in argomenti ritenuti “religiosi”. Anche nei recenti incontri di papa Francesco con i Valdesi e i Luterani, Erasmo non è stato ricordato. Un'incoerenza che, se la Chiesa è “semper reformanda”, va risolta con la libertà della ricerca teologica e la cattedra dottrinale estesa ai laici senza previa santificazione, secondo la definizione equiparatrice del laicato data dal Vaticano II. Il coraggio della Chiesa di autoriformarsi avrebbe potuto evitare la Riforma e, soprattutto la Controriforma: Erasmo da Rotterdam, inattaccabile per la sua grande fama di intellettuale, si era espresso tempestivamente perché la Chiesa evitasse conseguenze prevedibili. Un dottore della Chiesa mancato? In futuro la Chiesa vorrà imparare solo da "dottori" consacrati dalla santità riconosciuta e dal Sant'Uffizio o accetterà di imparare anche da un Erasmo, che già credeva nella libera ricerca teologica? A questo interrogativo ci aspettiamo dia una risposta esplicita chi, nella Chiesa cattolica, cerca di testimoniare l’Evangelo senza essere prigioniero di direttive o di preclusioni di alcun tipo. Erasmo da Rotterdam conclude il Medio Evo e inaugura la Modernità – è il padre dell'Illuminismo - ma il suo universalismo è stato tradito: in questo tempo di violenza il mondo (e non solo le Chiese e le Religioni) ha bisogno di un Maestro quale è stato Erasmo che assuma i valori universali di una spiritualità della Pace contro tutti i particolarismi – anche ti tipo religioso - che lo dividono. Deve essere valorizzato il messaggio erasmiano per contrastare ogni tentazione di considerare la guerra e le armi come mezzi adeguati a risolvere i conflitti tra i popoli e la conquista come legittimo titolo di proprietà territoriale e supremazia culturale. Soprattutto gli va riconosciuta la valorizzazione delle spiritualità per uscire dal dogmatismo delle religioni e dalle contrapposizioni confessionali. In particolare ci sembra che egli possa essere ispiratore di un’Europa diversa da quella attuale, attraversata da troppi particolarismi ed egoismi. Questo lavoro di riconoscimento, recupero e valorizzazione spetta certamente a tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell'umanità e soprattutto a coloro che hanno un ruolo nella ricerca, nella scuola e nei mezzi di comunicazione.

 Tempi di fraternità metterà a disposizione di tutti un numero monografico “Ripartiamo da Erasmo” dal prossimo giugno per rilanciare la figura di Erasmo da Rotterdam come fattore unificante della civiltà nel Terzo Millennio.

 Gianfranco Monaca, Giorgio Saglietti, Danilo Minisini, Davide Pelanda, Riccardo Cedolin, Giorgio Bianchi, Andreina Cafasso, Daniele Dal Bon, Luisa Vigna, Giancarla Codrignani.Vittorio Bellavite, Enrico Peyretti , Alberto Simoni ecc

......CONTRO ROMA

.......CONTRO ROMA

Figli delle Stelle dibattito Ayo, Delama, Pinotti e Russo

Dell'esistenza di Dio

"Il giorno che qualche laboratorio scientifico potrà misurare la potenza dell'amore sarà lo stesso giorno che si dimostrerà l'esistenza di Dio"
G.Turrisi

IMPOSIMATO E LA MAGISTRATURA ITALIANA di G. VITALI

sabato 6 gennaio 2018

Gaspare De Lama conferenza Savona Dicembre 2017

L’ egoismo neo-borghese, Autostrada verso il Nulla.

L’ egoismo neo-borghese, Autostrada verso il Nulla.

Gaspare De Lama convegno ufologico savonese 2017

Lezione Magistrale di Luigi Zoja - Riflessioni sul mito -

DI MAIO: INCREDIBILE, GUARDATE COSA FA QUESTA MACCHINA... WATLY, UNA STA...

SICUREZZA DOMESTICA


Sincro-Destino – Monia Zanon

Il faraone Akhenaton e la genesi della Gnosi ebraico-cristiana

Il faraone Akhenaton e la genesi della Gnosi ebraico-cristiana

MA CHE COSA E' IL NEOLIBERISMO?

89 anni, 534 € di pensione, gli pignorano la casa perché non ha saldato le rette del fratello morto di cancro

KALERGI. LA PROSSIMA SCOMPARSA DEGLI EUROPEI - Matteo Simonetti

TRATTO DA L'origine egizia degli ebrei

Baia città sommersa

Egitto - La citta' sommersa

venerdì 5 gennaio 2018

La storia del Vaiont

QUARTA QUERELA CONTRO VIRGINIA RAGGI PER FALSE COMUNICAZIONI IN MERITO A...

2) Taglio finale sui vaccini di G. Vitali

Imposimato, palloncini rossi e l’abbraccio degli esponenti M5S. Raggi: “...

LEGGE ELETTORALE: L’ APPELLO DEL PRESIDENTE FERDINANDO IMPOSIMATO

La storia idraulica del Grande Vajont



Documentario - Il Lago d'Aral

LA GOSBANK E L’UNIONE SOVIETICA



di Maurizio Barozzi

«[Il sistema bancario sovietico] “Possiede anche filiali a Londra e a Parigi (un poco mimetizzate). Ci si può chiedere se tutto ciò non influirà sui metodi e le concezioni della direzione sovietica, così come gli istituti creditizi di proprietà del partito argentino influiscono sulla sua linea di intervento politico»

Ernesto Che Guevara.




  

Questo  articolo  necessita  di  una premessa: la Storia non è decifrabile solo con la prospettiva cospirazionista, quantunque, il “complotto”, il sottacere, la false flag, ne costituiscono    sempre    un    elemento  inscindibile, essendo connaturate alla natura umana.

E non lo è perchè nonostante le strumentalizzazioni e le trame dietro le quinte, gli avvenimenti storici, hanno poi spesso un loro sviluppo in cui subentrano azioni e reazioni (la chiamano eterogenesi dei fini), cause e concause, che ne cambiano il decorso o comunque ne rendono più complessa l’interpreetazione.

Nella editoria o nel web, si trovano libri, saggi e articoli che, pur escludendo le vere e proprie bufale, hanno comunque una impostazione “cospiratoria”, anche sull’argomento oggetto di questo articolo: la finanza, la Gosbank e l’URSS.

A nostro avviso questi articoli, se così impostati, cioè su presupposti “complittistici”, sono devianti, perchè anche ammesso che abbiano un minimo di prove, il che spesso non è, trattandosi più che altro di indizi, coincidenze e congetture, per i motivi di cui sopra, non portano a nulla e sono facilmente contestabili.

I finanziamenti di Wall Street alla rivoluzione bolscevica

Cosicchè il Web e non solo, è pieno di teorie cospirative, ispirate per esempio dal fatto, in questo caso effettivamente sconcertante di così tanti e ingenti finanziamenti alla rivoluzione bolscevica (1917), oggi ampiamente comprovati con vecchi documenti e tanto di ricevute bancarie, per i quali si pretende asserire che furono parte di una congiura ebraica per procacciarsi un potere mondiale attraverso il bolscevismo.



Il fatto che questi finanziamenti, venivano da banche rette da ebrei e per la maggior parte passarono dalle mani di Jacob Sciff, banchiere ebreo della banca Kuhn Loeb & Co., il quale oltretutto, da ebreo, notoriamente odiava gli Zar, avvalorerebbe questa ipotesi.

In realtà non è questo il modo di procedere dell’Alta finanza, impegnata in operazioni di questa portata, quando più semplicemente quei finanziamenti sono stati soltanto un modo di procedere, consueto in quell’ambito, in base a determinate strategie di dominio proiettate nel tempo.

E’ una specie di legge storica: ogni volta che appare alla ribalta un uomo, un idea forza, un movimento, ecc., di un certo spessore e di una certa incidenza, subito vi sono poteri e contropoteri che cercano di utilizzarlo/i per le loro strategie.

In questo senso e non in quello “cospirazionista” va letto questo aforisma di Oswald Spengler:

«“Non v’è movimento proletario – neppure i partiti comunisti – che non abbia operato nell’interesse del Danaro, nella direzione voluta dal Danaro, e per il tempo concesso dal Danaro – e ciò naturalmente senza che gli idealisti fra i capi ne avessero il minimo sospetto.”»

( Oswald Spengler – “Il Tramonto dell’Occidente”).

Il fatto è che spesso le esigenze rivoluzionarie e le “offerte” degli interessati si incontrano, anche se poi, a volte, ognuno va per la sua strada.

Anche Hitler e Mussolini, per esempio, venero finanziati da determinati poteri, (Hitler anche da banche ebraiche e Mussolini da massoneria e inglesi), ma poi andando per proprio conto, insistendo nei propri ideali, dovettero essere spazzati via perché invisi e nocivi proprio a quegli stessi poteri. A volte invece i poteri che interferiscono finiscono per prevalere ed allora la rivoluzione e i rivoluzionari si degradano ad “agenti” ad “esecutori” di altri interessi.

Parlare quindi di Lenin agente del Kaiser (interessato al crollo del fronte interno russo il Kaiser fece rientrare, fornito di rubli, Lenin in Russia) o di Wall Street, oppure di un Hitler agente ebraico o di un Mussolini agente inglese, è puerile e non ha senso.

E questo nonostante che gli aiuti finanziari e non solo, a Lenin, furono talmente consistenti e continuativi, e vi troviamo impiegati grosse banche internazionali, spesso sotto controllo di finanzieri ebrei, tanto che, come accennato, non pochi hanno paventato un complotto ebraico massonico dietro la rivoluzione d’Ottobre.

Oggi però gli storici e gli analisti più seri e preparati, sono convinti che Wall Street finanziò ampiamente la rivoluzione bolscevica, non perché la finanza fosse di idee o simpatie comuniste, ma semplicemente perché avevano ben previsto, con certezza assoluta, che una Russia sotto un regime bolscevico, con uno Stato ed una economia comunista, nonostante le sue enormi ricchezze in materie prime, non avrebbe mai potuto essere un concorrente per il grande capitale finanziario divenuto, ai primi del secolo con la grande importanza raggiunta dal petrolio che possedeva o controllava (oltre alle banche), capitale monopolistico proiettato al dominio mondiale dei mercati.



Una previsione e un progetto perfettamente realizzatosi per un Alta finanza, salda e forte negli Sati Uniti, ma ancora non totalmente padrona di tutti i mercati del pianeta, proiettata a quel dominio planetario e che aveva necessità di un periodo di stabilità e transizione, sui mercati internazionali, senza grossi e pericolosi concorrenti.

La Russia, infatti, era rimasta tecnologicamente arretrata sotto gli Zar, sconquassata dalla guerra e dalla rivoluzione d’ottobre, oltretutto, di fatto, perdendo la guerra che altrimenti avrebbe vinto assieme ai francesi, britannici e agli americani, quindi si prevedeva che sotto un regime comunista, non avrebbe potuto sviluppare un sistema capitalistico concorrenziale per gli anglo americani, le cui nazioni facevano da base di appoggio della finanza monopolista cosmopolita, sull'asse City di Londra e Wall Street di New York.

Pericolo che invece esisteva se avesse perdurato in Russia un regime capitalista che si fosse avvalso delle grandi scoperte tecniche e scientifiche sviluppatesi a cavallo dei due secoli, e considerando le enormi possibilità di materie prime, soprattutto il petrolio in quell’enorme paese.

Solo già il fatto, che una Russia zarista e capitalista, buttasse sui mercati petrolio russo a prezzi concorrenziali, sarebbe stata una iattura per l’Alta finanza monopolista, per i Rothschild e Rockefeller che avevano il monopolio di questa oramai fondamentale risorsa energetica.

Interessante, a questo propr0osito, il libro di Gianpaolo Pucciarelli: “Segreto Novecento”, Ed. Capire Roma 2014, scritto decodificando e ricercando in una miriade di testi stranieri ben informati e dimostra ampiamente quello che abbiamo appena sostenuto.

Come   scrive    Dagoberto    Husayn   Bellucci,   nell’articolo:   “L’inganno     Marxista

(reperibile on line in: https://dagobertobellucci.wordpress.com/2012/04/10/linganno-marxista-la-cooperazione-economica-e-la-sinergia-bancaria-tra-il-giudeo-bolscevismo-e-la-
finanza-internazionale-capitalista/), anche se realizzato in un ottica “complottista” che come abbiamo accennato non è sempre dimostrabile e condivisibile, ma qui e in seguito abbiamo cercato di estrapolare i passaggi sufficientemente riscontrabili:

«Lobbie’s economiche, fondazioni, gruppi finanziari, potenti banche internazionali appartenenti tutte al campo occidentale hanno formato il nocciolo duro, sorta di centro direttivo, del sistema di potere che conosciamo sotto diverse denominazioni ed ha agito come autentico motore immobile rimanendo occulto dietro le quinte della storia mondiale degli ultimi tre secoli e sostanzialmente restando ai suoi piani alti inalterato, con 200-300 famiglie al vertice della piramide di potere [con al vertice i Rothschild, N.d.A.] che sono andate aumentando progressivamente la loro sfera di influenza negli affari e nell’economia mondiali occupando infine gli spazi tradizionalmente riservati alla politica e quelli un tempo riservati alle elitè’s spirituali della religione e del sacro».

Detto questo, e precisato di nuovo che la storia non si può decifrare solo con le teorie complottiste, ma che al contempo tutto non è così come sembra, veniamo al nostro argomento.

Il Federal Reserve Bank System






Per comprendere i meccanismi di usura, rapina e controllo di tutto il sistema bancario internazionale, occorre risalire agli inizi del secondo decennio del secolo scorso, quando in America, con un colpo di mano incredibile, le Power èlites ivi imperanti (in pratica agenti, massonici, politici e finanziari dei


Rothschild, dei Rockefeller, dei Morgan e altre grandi famiglie bancarie), riuscirono nel 1913 a far approvare un loro progetto elaborato tre anni prima, che accentrava e controllava il sistema bancario, in una banca centrale: la Federal Reserve Bank (vedesi: Eustace Mullins: “The Secrets of the Federal Reserve”, Paperback, 2009).

La “Federal Reserve Bank” venne fondata nel 1913 da queste grandi famiglie bancarie, che al contempo tramavano in Europa per scatenare il primo macello mondiale, e gli diedero l'ingannevole facciata di una banca di Stato, quando invece era a tutti gli effetti privata, con capitali privati (con azionisti di serie B noti, e di serie A, i più importanti, mantenuti segreti) e diretta da privati, anche se con la partecipazione del tesoro americano.

Venne così definitivamente perfezionata la prassi perversa che il governo statunitense, quando ne ha necessità, ordina, demanda o per meglio dire "prende in prestito" i suoi stessi "soldi" da questa Federal Reserve che è una banca privata, la quale gli stampa i dollari e ci prende sopra il suo interesse. Lo Stato quindi, a futuro saldo di pagamento, si impegna a emettere Titoli di Stato, Bond e quant’altro, a favore della Federal, il che poi aggiunge interessi ad interessi, determinando un “debito pubblico”.

Spesso nelle nazioni meno ricche, lo Stato è poi costretto a chiedere la fornitura di altro denaro, anche per far fronte agli itneressi, creando un circolo vizioso, che rende impossibile estinguere il debito pubblico.

Cosicchè, con questo sistema, al solo costo di carta, inchiostro e mano d’opera, le Banche Centrali, in mano a proprietà private, anche se con partecipazioni dello Stato, anche se rese poi Enti di diritto pubblico, si garantiscono, vita natural durante, lauti interessi che di fatto sono una usura legalizzata” e che vanno a formare un “debito pubblico” che è una vera e propria truffa.

La Federal Reserve Bank, comunque, ha anche altre funzioni, tra le quali, quella che stabilisce anche i tassi di interesse negli Stati Uniti, con ricadute sull'economia mondiale per le norme e i vincoli del sistema finanziario internazionale

Poche nazioni sono riuscite a sottrarsi a questo perverso meccanismo, in Germania per esempio, Hitler ci riuscì solo nel 1939, e dovette rinunciare al valido contributo fino a quel momento fornito alla finanza tedesca, da Hjalmar Schacht, che si dimise perchè si avanza l’impotesi plausibile che essendo egli affiliato alla massoneria finanziaria, non



poteva tollerare la nazionalizzazione integrale della Reichsbank e la riappr0piazione della emissione monetaria da parte dello Stato (si ritiene che poi a Norimberga, Schact venne salvato dalla impiccagione dai suoi “confratelli” massoni.

Vere o solo parzialmente vere che siano queste ipotesi, resta il fatto che le cose sono andate proprio in quel modo).

In Italia, essendo la Banca D’Italia, che funzionava da Banca Centrale, più che altro in proprietà della Casse di Risparmio, vi era minor necessità di una vera e propria nazionalizzazione, ma comunque Mussolini nel 1936, con apposite Leggi, rimaste poi in vigore per anni anche nel dopoguerra, limitò al minimo il pericolo del signoraggio.

Non è complottismo o azzardato ipotizzare che nelle cause che scatenarono la seconda guerra mondiale, vi era anche la necessità da parte della finanza internazionale, di sbarazzarsi, anzi di eliminare, queste “anomalie” che potevano funzionare da pericolosi precedenti stimolando altre nazioni alla imitazione.

I paesi comunisti, Urss in testa, hanno fatto storia a sé, essendo, ma in realtà solo in parte, fuori dal contesto capitalista – liberista, e con economie statalizzate, anche se in Urss, sostanzialmente, da un supercapitalismo burocratico di Stato, e per i suoi paesi satelliti, da economie pianificate su basi di un socialismo internazionalista dettate da Mosca.

Per tornare alla Federal Reserve Bank System, infine c’è da aggiungere che si perfezionò e si attuò appunto un “sistema” che esportato con le armi, i ricatti e le democrazie in quasi tutto il mondo, ha privato gli Stati di buona parte della loro sovranità, indebitandoli attraverso la truffa usurocratica del debito pubblico (enormi interessi che lo Stato paga a questi usurai), e ha posto nelle mani dei Banksters, un pugno di ataviche potentissime e ricchissime famiglie di finanza, i destini dell'intera umanità.

Verso il termine della Seconda guerra mondiale, le potenze vincitrici, in particolare gli Stati Uniti, infatti, con gli accordi di Bretton Woods del 1944, dettati dai potenti della finanza mondiale, perfezionarono ed estesero a quasi tutti il pianeta questi sistemi economico finanziari in grado di bypassare le sovranità nazionali, creando anche ulteriori Organismi e Istituti, trans e over nazionali per il dominio delle economie e della finanza delle singole nazioni. I sovietici parteciparono agli accordi, li firmarono, ma poi non li ratificarono, ponenndosi in un posizione estranea, ma non totalmente avversa e contraria.

Giova ripetere che, anche nel dopoguerra, tutti coloro, forze politiche, leader politici, statisti o Presidenti che hanno cercato in qualche modo di opporsi o di limitare lo spaventoso potere posto nelle mani di questi Banksters ()in pratica, come dice il nome, un vero gangsterismo bancario), hanno sempre fatto una brutta fine.

A supportare questo potere, infatti, vi sono la Massoneria, o meglio "le massonerie" impero occulto a livello planetario, che si avvale anche, attraverso il controllo indiretto esercitato su gli Stati, dei più efficienti servizi segreti (oltre al controllo dei mass media). Non si deve necessariamente essere complottisti, per evidenziare come certe lobby di potere (Logge massoniche, Pugwash Conferences, Council on


Foreign Relations, Bildeberg Group, Trilateral Commission – per citarne solo alcune), interferiscono e dispongono la politica, in particolare economica e finanziaria, a livello plenetario.

Detto questo e subito accantonato, perchè non è il caso di parlare qui di signoraggio, emissione monetaria, ecc., ma tenendolo ben presente anche perchè attinente al contesto, veniamo all’Urss.

La Gosbank sovietica con capitali privati


Nel 1917 Lenin, instauratosi al potere, eliminato lo Zar e le sue ricchezze rimaste nella banca dei Rothschild a Londra, emise il 7 dicembre un decreto che in particolare prevedeva che:


- L'attività bancaria divenisse monopolio dello Stato.

- Tutte le banche private ad azioni e gli uffici bancari privati sono uniti con la Banca di Stato.

- La direzione provvisoria degli affari delle banche private viene trasferita al

Soviet della Banca di Stato.

Questo portò poi alla creazione della GOSBANK (Gosudarstvehnij Bank, istituto di emissione, di credito e di finanziamento) che venne fondata il 16 novembre 1921.

I fondi depositati nelle banche private venivano comunque garantiti, e quindi anche i capitali di altre grandi banche ivi depositati.

La Gosbank diveniva così la Banca Centrale sovietica che emetterà il nuovo rublo e si creeranno banche di credito e casse di risparmio, ma il sistema (ad eccezione delle Casse di Risparmio) rimarrà sostanzialmente con una sola banca e inoltre l’Urss non entrerà nel vecchio Gold Exchange standard.

Il decreto appare come una totale nazionalizzazione del sistema bancario e si parla di "unire" le banche private in una banca di Stato, e quindi di trasferire la direzione degli affari delle banche private, al Soviet della Banca di Stato.

A veder bene teoricamente e potenzialmente non era però esclusa la possibilità di mantenere la sola nuda proprietà delle banche nazionalizzate pur gestite adesso dallo Stato e convertite nella Gosbank.

Un libro di un russo dei primi anni ’90, infatti, di cui adesso ci sfugge il titolo e l’autore affermava, che i Rothschild ebbero un diritto di nuda proprietà su parte della Gosbank fino al 1984 o ‘87.



In effetti il regime comunista poteva nazionalizzare, esautorare la direzione, ma non confiscarne la proprietà senza accordo o indennizzo. Mettiamo però da parte questa informazione non essendo al momento reperibili riferimenti di riscontro.

Torniamo quindi al primo regime comunista in Unione Sovietica che quando ebbe a crollare (tra il 1989, caduta del muro e il 1991) ci mostrò a seguire, e questo è sintomatico, una Gosbank, la Banca Centrale Russa, «di proprietà di 12 privati, sui quali, anche dopo il crollo dell’Impero Sovietico, mai nessuno ne ha voluto parlare.

In effetti, come indicano le fonti di stampa, sotto Mikhail Gorbachev furono fondate altre banche, fra cui la Promstroybank (""Banca sovietica per l'impiantistica"), la Zhilstoybank ("Banca sovietica per l'edilizia residenziale"), la Agrobank ("Banca agricola dell'URSS"), la Vneshekonombank ("Banca sovietica per il commercio estero") e la Sberbank ("Cassa di risparmio dell'URSS").

In pratica il “Sancta Sanctorum” dei dodici Apostoli della Banca Russa, i cui principali azionisti sono gli Aschberg, ebrei-svedesi. Pjotr Aven e Michael Fridman sono i proprietari del Gruppo “Alfa”, che annovera: Banche, Società di investimenti, Immobili, Costruzioni e Petrolio.

Pjotr Aven, inoltre, è stato ministro del Commercio Estero» (Cfr. Francesco Cianciarelli, “Predoni… padroni planetari”, Ed. Due Emme 1999; e vedere anche: “Alle origini del crack post-sovietico”, di G. Zamparutto su Rinascita 24. 11. 2011).

Comunque sia, per tornare al 1917 e gli anni a seguire, la "nazionalizzazione" e sovietizzazione, imposta dal decreto di Lenin, pose momentaneamente la Gosbank fuori dal circuito delle banche internazionali, indirettamente regolate dai principi del Federal Reserve Bank System.

Per l’esattezza, alla fine del 1925, oltre alla Gosbank, e sottoposte al suo controllo, vi erano 5 banche centrali di stato (Banca industriale, Banca delle cooperative, Banca municipale di Mosca, Banca per il commercio estero, e Banca per lo sviluppo dell'energia elettrica).

La Gosbank, indipendente teoricamente dallo Stato, ma di fatto statale, aveva il monopolio dell'emissione e dei cambî, era la cassiera del Tesoro e la depositaria di tutte le riserve liquide delle altre banche, e serviva da intermediario tra il bilancio e le imprese di Stato per i finanziamenti a breve termine. Aveva 2400 succursali e da lei dipendevano 42 uffici centrali provinciali e regionali e, di fatto, la banca per il commercio estero.

Il credito a lungo termine era gestito da 4 cosiddette banche speciali, riorganizzate dalla legge del 5 maggio 1932 e tutte dipendenti dal Commissariato delle finanze:

la Banca per l'industria o Prombank, la Banca comunale o Cekonbak per il finanziamento degli enti locali e dell'edilizia la Banca delle cooperative o Vrekombank, e la Banca per l'agricoltura o Selchozbank. Completa il quadro la Banca di Stato di risparmio (con 60.000 filiali), che sarà il solo istituto autorizzato a ricevere depositi di privati e i cui capitali vengono automaticamente investiti in titoli di stato»

(Vedesi anche: http://www.treccani.it/enciclopedia/u-r-s-s_(Enciclopedia-Italiana)/.



Ma già nel 1935 Stalin, che oramai si era indirizzato verso una futura guerra ed aveva progetti imperialistici, sia pur mascherati quale esportazione del comunismo realizzato dalla grande madre russa, essendo alle prese con gravi problemi interni compreso il periodo di carestia, avendo enorme necessità di finanziamenti, pensò bene di "patteggiare" con l'Alta finanza.

Circa il periodo di grave carestia che colse la Russia, post bellica, in fase di riconversione industriale e alla prese con dure riforme staliniane, vi è un ampia letteratura, sia nel senso di esagerarla (si parla di diffuso cannibalismo nelle campagne), che di negarla. Come spesso accade, la verità sta nel mezzo, la carestia ci fu, e fu un grave problema per il paese, non per questo però si deve esagerare ma non si può neppure negare.

A Stalin quindi necessitavano ogni anno, enormi cifre per gli armamenti in quanto già da alcuni anni in Russia, addirittura il 36 / 37 percento del bilancio dello Stato veniva impiegato per il riarmo e gli ammodernamenti delle FF.AA (controllare per credere).

Una cifra spaventosa che nessuna nazione ha mai ripetuto per un così lungo tempo.

Viene da ridere al pensiero che nei paesi occidentali, i propagandisti comunisti locali, usavano sempre la solita retorica, seppur in buona parte veritiera, ovvero che i governi invece di costruire scuole e ospedali costruivano aeroplani e carri armati!

È   noto inoltre il rapporto tra il Council on Foreign Relations (Cfr) e la Banca Centrale dell'Urss (Gosbank) proprio nel 1937. Stalin ottenne notevole sostegno dagli USA (per intercessione del CFR) con massicce quantità di oro che pervennero alla Gosbank attraverso una Banca Spagnola, per conto della Federal Reserve Bank, e a quanto sembra l’Alta Finanza aveva interesse a che il comunismo prevalesse in Spagna (1936-1938).

Ovvia la continua affluenza di capitali privati nelle casse della Gosbank, specialmente nei periodi caldi che precedono la Seconda Guerra Mondiale , in particolare nel 1937, quando Stalin, come accennato, si mobilitò per sostenere la guerra dei Comunisti in Spagna e il tesoro di Stato, le riserve in oro della Spagna, venne “riparato” in Russia dal governo repubblicano e con l’ovvio consenso della Finanza Internazionale, e mai più restituito. I governi che si succedettero in Spagna durante la repubblica, pur di sinistra, erano tutti retti da uomini controllati dalla massoneria e dalla Finanza, come quelli del Fronte Popolare in Francia dell’ebreo di finanza Leon Blum.

Del resto basta prendere i nominativi di questi politici della Spagna repubblicana, uomini di governo e di Stato, per riscontrare, non tanto le affiliazioni massoniche che quasi sempre sono segrete, ma attraverso il loro excursus politico precedente e successivo, quanto meno una loro “vicinanza” a logge massoniche e circuiti finanziari (en passant giova osservare il triste destino del popolo spagnolo, preso in mezzo da questi furfanti progressisti massonici e di finanza, e i conservatori quali opposizione monarchica e di destra, legata ad esosi predoni capitalisti e pretume.).



Importante, in ogni caso, è il tenere anche conto dell’interesse politico da parte dei Rockefeller sull'Urss. Dopo le carestie del 1932, il Capitalismo monopolistico americano intervenne più volte per salvare l'economia sovietica (esempio: la costruzione di stabilimenti industriali eseguiti dagli americani Rockefeller - Eaton in territorio sovietico, destinati alla costruzione di armamenti).

In ogni caso, pur sorvolando sul periodo pre e quello rivoluzionario bolscevico, vediamo che anche in seguito al regime comunista impiantato e consolidato in URSS, la finanza internazionale, in primis quella americana, si impegnò molto in Russia anche se questo fatto spesso sollevava le rimostranze dei settori nazionalisti e conservatori.

Come in questo caso giustamente ricostruisce Dagoberto Bellucci, nel suo articolo citato:

«Fin dal 1922 , Armand Hammer [vedesi profilo prossimo paragrafo, N.d.A] negoziò con Lenin e Mikoyan a Mosca, ottenendo da parte di Henry Ford il mantenimento delle sue catene di montaggio sul territorio comunista.

Nel 1920 la Chase Bank di John Rockefeller, nonno di David Rockefeller, negoziava con l’organo di Stato Prambank , la creazione di una camera di commercio sovietico-americana. Questa istituzione, sorta nel 1922, venne diretta da Renè Schley, uno dei vicepresidenti della Chase Bank.

L’istituto bancario della famiglia Rockefeller appariva, insieme all’Equitable Trust Company, appartenente al fondatore della Standard Oil, come il più impegnato nelle operazioni di credito con il nuovo regime rivoluzionario di Mosca.

Nel 1925, esso negoziava il finanziamento di esportazioni americane di cotone e di Nemacchine utensili verso l’URSS. Tre anni dopo, si incaricava della collocazione di prestiti russi in territorio americano, ciò che gli valse aspre critiche da parte di organizzazioni patriottiche.

Secondo un rapporto del Dipartimento di Stato, “Kuhn, Loeb and Company”, il più grosso finanziere newyorchese, partecipa al finanziamento del primo piano quinquennale, dopo aver funzionato come banca di deposito per il governo bolscevico, che vi aveva trasferito tra il 1918 e il 1922 più di 600 milioni di rubli in oro».

Nel complesso estendendo gli interventi e i finanziamenti della Finanza statunitense in URSS, dal periodo rivoluzionario alla fine degli anni venti, si riscontrano cifre enormi, investimenti esorbitanti, come riporta ancora l’articolo di Bellucci:

«Il 14 giugno 1933 , Louis Mc Fadden, dirigente della House Banking Committee, ha dichiarato di fronte ai suoi colleghi:

“Il governo sovietico ha ricevuto fondi emanati dal Tesoro americano, attraverso la mediazione della Federal Reserve Board (la banca centrale americana). Le banche federali hanno cooperato in questa operazione con la Chase Bank, la Guaranty Trust Company e altre grandi banche newyorchesi. Se aprite i libri dell’Amtorg, l’organizzazione commerciale del governo sovietico a New York, del Gostorg, l’ufficio



centrale dell’organizzazione commerciale comunista, o della Banca Centrale dell’URSS, vedrete l’importanza delle somme prelevate dal Tesoro americano a beneficio della Russia. Queste operazioni sono state effettuate a profitto della banca di Stato sovietica attraverso i suoi corrispondenti, la Chase Bank di New York e Kuhn Loeb and Company”».

(Vedesi: Charles Levinson – “Vodka-Cola” – Ediz. “Vallecchi” – Firenze 1978).

E ancora:

«In proposito riporta lo storico ebreo Levinson:

“Dopo la rivoluzione [Bolscevica, n.d.r.], la Standard Oil del New Jersey, acquistò nel Caucaso il 50% delle immense concessioni petrolifere appartenenti ad Alfred Nobel e che, in teoria, erano state nazionalizzate. Nel 1927, la Standard Oil di New York costruì una immensa raffineria in Russia. Poco dopo, la compagnia newyorchese e la sua filiale Vacuum Oil Company, registravano un accordo con Mosca sulla commercializzazione del petrolio sovietico nei paesi europei.

Per questo scopo, venne accordato un prestito di 75 milioni di dollari al governo comunista. (…)

Nel 1964, uscendo dal Cremlino dove aveva incontrato per la prima volta Kruscev, David Rockefeller, suo futuro alleato, dichiarava a coloro che si preoccupavano di un simile confronto: “E’ stata la conversazione più impegnativa che abbia mai avuto. Ma noi ci conosciamo bene. Abbiamo da molto tempo l’abitudine di lavorare insieme.”».

Non indifferente infine che durante quei buoni rapporti tra sovietici e Alta Finanza, Leonid Krasin, uomo di collegamento tra Wall Street e il Cremino, negli anni venti avrebbe trattato a Londra lo sfruttamento dei pozzi petroliferi di Baku e dell’isola di Sakalin nel nord del Pacifico (Cfr. Epiphanius, Massoneria e sette segrete…, p. 285).

Del resto, nello stesso periodo, la grande società nord americana General Electric, controllata dal gruppo J. P. Morgan & Co Incorporated di N. Y. (al tempo a sua volta controllato dai Rothschild), aveva il monopolio della produzione elettrica nell’Urss.

Con questi precedenti si comprenderà come non fu difficile, pur in un regime comunista, sotto ferrea dittatura staliniana, alla grande finanza internazionale indurre i sovietici a privatizzare, almeno in parte la loro Banca Centrale.

En passant possiamo rilevare (anche se dobbiamo utilizzare categorie “complottiste” da noi criticate, ma in questo caso i riferimenti e soprattutto le successive vicende di questi personaggi lo confermano), che l’Alta finanza, soprattutto negli ultimi anni dell’800 e nei primi decenni a cavallo dei due secoli scorsi, ma anche a seguire, foraggiarono e sostennero i movimenti marxisti e in genere sovversivi, nella prospettiva che costoro recassero noie alla imprenditoria privata, al capitalismo di stampo classico, che nel frattempo la grande Finanza, divenuta monopolista e con il controllo di banche e giornali, cercava di fagocitare, come poi infatti è avvenuto.

Fu una infernale trappola nella quale caddero esponenti e lavoratori marxisti, che facilmente individuavano nel padrone in fabbrica o a capo delle Imprese il nemico da



combattere, ma gli sfuggiva, perchè non visibile e nascosto dietro scatole cinesi di Azioni e Partecipazioni, l’altro e ben peggior padrone, la grande Finanza, che sottilmente e nascostamente lo sosteneva e lo ispirava.

Secondo Zbigniew Brzezinski, esponente dei principali organismi mondialisti:

«Lo sviluppo economico sovietico tra il 1917 e il 1930 si è basato essenzialmente sull’aiuto tecnologico degli Stati Uniti. Almeno il 95% della struttura industriale dell’URSS ha ricevuto questa assistenza».

In cambio Stalin cominciò a concedere facilitazioni alla grande finanza internazionale, tanto che nel 1937 Stalin, di fatto, introdusse il “privato” nella Banca Centrale Russa (Gosbank).


Il “miliardario Rosso”

 
   
La Gosbank, l'istituto di emissione sovietico, quindi, fu parzialmente “privatizzato” e nel Consiglio di amministrazione fu accolto come socio il plurimiliardario ebreo americano Armand Hammer (già nato Heimann) il quale, a parte i suoi ideali e convinzioni personali, può ritenersi il prototipo di uno di quegli uomini di finanza che utilizzò il comunismo per gli interessi della finanza stessa.

Il nonno di Armand, ricco costruttore di navi di Odessa, si vantava di essere un discendente dei Maccabei, ma il figlio Julius, cioè il padre di Armand, dopo aver fatto fortuna nello stesso ramo era caduto in rovina).

Julius Hammer si era trasferito negli Usa nel 1875, iniziò come medico e gestore di drogherie. Questo Julius, padre di Armand, sembra che conosceva Lenin dal 1907 e sosteneva l’ufficio di relazioni sovietico aperto a New York, che era diretto da uno dei suoi amici russi, Ludwig Martens.

Egli accolse Lev Trotsky quando il futuro capo dell’Armata rossa sbarcò negli Stati Uniti alla ricerca di aiuti finanziari (e a quanto ci dicono le cronache del tempo, il Trotsky, nella culla della finanza newyorkese se la passò bene). Il 27 marzo 1917, Trotsky lasciava New York a bordo del ‘Christinia’ con un passaporto canadese fornito dal padre di Hammer.

Armand Hammer, quindi, ricco imprenditore e petroliere, era nato negli Usa a New York nel 1898 e vi morì a Los Angeles nel 1990.



Chiamato anche il “miliardario rosso”, era stato “amico” di Lenin, con il quale aveva trafficato esportando medicinali in Russia e altri contratti di scambi commerciali, tanto che negli anni ’20 si trasferì per un certo periodo in Russia ed entrò in buoni rapporti con Stalin e a seguire con tutti i successivi dirigenti sovietici, anche durante il successivo periodo della guerra fredda.

Ritornato negli Stati Uniti, fece anche l’imprenditore, specialmente nel campo petrolifero, investendo in seguito nella società Occidental Petroleum

Bizzarro il fatto che politicamente divenne un sostenitore del partito repubblicano e di Nixon, ambiguità però non inusuale in questi esponenti dell’Alta finanza usi a operare su più “fronti”.

Il rapporto di Hammer con i sovietici è ben al di là delle contingenze tanto che ancora nell’ aprile 1976, Armand Hammer, presidente dell’Occidental Petroleum, firmava con il presidente sovietico Breznev un accordo di 20 miliardi di dollari per la costruzione di fabbriche fertilizzanti. En passant, Breznev, ha definito Hammer come: “un uomo che mi aiuta e che aiuto”.

( Cfr. Oltre le biografie su Hammr il “Financial Time” e il “Time” di Londra, del 1923 e del 1937 che ripordetano molte notizie e informazioni su Hammer e le sue attività in Unione sovietica).

In ogni caso Hammer, fu presumibilmente, il grande artefice finanziario che indusse Stalin ad adeguarsi, con discrezione e almeno in parte, a tutte le altre banche di emissione del mondo, aprendo la Gosbank al capitale privato, ponendo così, per il momento e almeno teoricamente, che gli speculatori internazionali potessero in futuro mettere le mani anche sul controllo della moneta sovietica, allineandosi al Federal Bank System.

William Avereil Harriman. Per anni, fece da mediatore tra i sovietici e l’Alta finanza anche questo ricco diplomatico ebreo, petroliere e ferroviere (imprese ereditate dal padre), Avereil Harriman, noto negli Usa per la sua spregiudicatezza, tanto da trafficare con la Germania nazionalsocialista e spacciarsi anche per un marxista illuminato; un uomo delle Power èlites finanziarie americane, di idee "liberal", che da allora fu il referente dei Rothschild e di Roosevelt che si interfacciavano con il paese comunista e quindi poi ebbe anche un ruolo per gli enormi "aiuti" americani alla Russia in guerra con i tedeschi e successivamente per l'atomica a Stalin (Cfr.: Edward Jay Epstein, "Dossier: The Secret Life of Armand Hammer", Ed. Capo Press, 1999).

Harriman, tra il 1926 e il 1938, aveva realizzato la rete ferroviaria sovietica e una delle sue Società, la Harriman & Co, aveva fornito, a partire dal 1928, tutte le necessarie garanzie per consentire all’URSS di intraprendere ogni necessario e importante acquisto negli Stati Uniti.

Anche questo Harriman coadiuvò l’operato di Stalin nella privatizzazione della Gosbank.



Nel 1944 questo facoltoso e onnipresente democratico Averell Harriman, in un rapporto redatto per il Dipartimento di Stato, dopo vari incontri al Cremlino scriveva: «Stalin ammette che circa i due terzi delle più grosse industrie sovietiche sono state costruite con l’aiuto degli Stati Uniti o grazie alla loro assistenza tecnica».

Le ricerche su questi argomenti sono molto difficili e complesse in quanto, gli aspetti finanziari, spesso vero motore degli avvenimenti storici, sono sempre stati tenuti “coperti” e più che altro occorre rifarsi a testi stranieri.

Molto importante il testo del 1971, “None Dare Call It Conspiracy” di Gary Allen, scaricabile da internet in PDF:

(http://www.kamron.com/Downloads/none%20dare%20call%20it%20conspiracy.pdf)

tradotto e pubblicato da Giampaolo Pucciarelli col titolo “Nessuno osi chiamarla cospirazione” (ne parla Pucciarelli stesso qui nel video: https://www.youtube.com/watch?v=YSpABC2ZYvw), che descrive la collaborazione tra la rappresentanza del Gostorg (ministero del Commercio dell'URSS) a New York ( situata nelle stessa 68th strada in cui sorge l'edificio che ospita il Council on Foreign Relations o CFR) negli anni successivi al 1921 (con la supervisione USA sull'elaborazione dei Piani Quinquennali e l'esclusiva proprietà del petrolio del Caucaso, acquistato dai Rockefeller).

Interessante anche il testo di Alberto Mariantoni: “Il Fascismo e le leggi razziali”, forse ancora reperibile on line in:

http://www.abmariantoni.altervista.org/storia/e_Perche_le_leggi_del_1938.pdf

Cosicchè l’immissione di capitali privati nella Gosbank avvenne nel silenzio delle autorità sovietiche, mentre nello steso occidente la finanza che controllava la stampa non aveva interesse a pubblicizzare queste vicende.

Attenzione però, come già accennato in premessa, non si creda che Stalin fu un "agente" della finanza (insinuazioni queste care ai “complottisti” che con le loro “inchieste” fanno più danni che altro), molto più semplicemente, Stalin era un dittatore che ragionò spesso nello stesso modo di Mussolini e Hitler, ovvero “addivenire a patti anche con il "diavolo", se questo era necessario. E non si può dire che Stalin ignorasse come stavano le cose, se nel 1931, intervistato da Emil Ludwig, gli disse:

«Nei paesi capitalistici [...], nonostante l’esistenza di parlamenti ‘democratici’, i governi sono controllati dalle grandi banche. I parlamenti dichiarano che sono loro a controllare i governi. In realtà invece avviene che la composizione dei governi è fissata in precedenza dai maggiori consorzi finanziari, i quali controllano anche l’operato dei governi. Tutti sanno che in nessuna potenza capitalistica può essere formato un gabinetto contro la volontà dei maggiori magnati della finanza. È sufficiente una piccola pressione finanziaria perché i ministri volino via dai loro posti come fuscelli».

Tanto è vero che poi con i primi anni '50 Stalin prese ad emettere una serie di decreti che minacciavano di restringere al massimo il potere



finanziario privato già concesso alla Gosbank pretendendo anche una diversa valutazione sul prezzo dell’oro e rifiutò di usare il dollaro nel commercio crescente dell’Unione sovietica.

Ci sono analisti che mettono in relazione la morte di Stalin, probabilmente favorita da una specie di congiura e tramite medici compiacenti, proprio con questi intenti tardivi di Stalin.

Non essendo però questo provabile, forse non sapremo mai la verità, ma resta il fatto, veramente singolare, che nel giro di due anni (1937 / giugno 1939) da una parte la Gosbank, banca centrale sovietica, divenne parzialmente privata, facendo intanto entrare un banchiere di Wall Street, come Armand Hammer, mentre dall’altra, nel Reich di Hitler, con la Legge sulla Reichsbank, si nazionalizzava interamente la Deutsche Bank.

E guarda caso con il secondo macello mondiale, sempre scatenato dall’Alta finanza da dietro le quinte, mentre la Germania nazionalsocialista fu definitivamente spazzata via, attraverso una resa senza condizioni e un repulisti totale di uomini, simboli e idee, la Russia sovietica divenne il partner dell’Occidente nella spartizione dell’Europa sancita con Jalta.

Charles Levinson ha documentato che tante banche d’affari transnazionali, vere strutture di dominio, operavano all’interno dell’URSS già prima dell’implosione dell’impero sovietico (Cfr. Charles Levinson, "Vodka-Cola", Ed. Vallecchi, Firenze 1978).

Anthony Cyril Sutton, nel suo pregevole “Wall Street and the Bolshevik Revolution” reperibile in inglese su internet scaricabile in PDF:

(https://www.voltairenet.org/IMG/pdf/Sutton_Wall_Street_and_the_bolshevik_revolution-5.pdf) non fa un riferimento diretto alla Gosbank, ma presenta documentazioni, citazioni e nomi di banchieri americani e che dal 1917 in poi fecero affluire fiumi di denaro all'URSS attraverso la banca centrale russa.

Un altro lavoro di Anthony Sutton dal titolo “Western Technology and Soviet Union Economic Development” (due volumi sempre in inglese) in cui si trovano vari riferimenti alla operazioni bancarie della Gosbank è anch'esso, reperibile in Internet.

Informazioni più dirette per la Gosbank, anche se si riferiscono più che altro tra gli anni precedenti e seguenti il crollo dell’URSS (1991), ma in ogni caso fanno anche comprendere il “Gosbank system”, si trovano invece in un testo, con contenuti altamente specialistici, di Marshall Goldman: “The Piratization of Russia” , anche questo reperibile, sempre in inglese su Internet e scaricabile in PDF:

(http://www.e-reading.club/bookreader.php/135022/The_Piratization_of_Russia.pdf).

Comunque sia, nell'URSS, tra il 1930 ed il 1987 la Gosbank già così nazionalizzata e poi così sottilmente “privatizzata”, regolò le politiche di credito che erano esclusivamente dirette dal governo centrale.



Fu il principale strumento di centralizzazione del potere dell'impero sovietico, di cui i paesi "socialisti" fratelli, ma satelliti, non ebbero certo da rallegrarsi.

Con la morte di Stalin, gli aspetti della Gosbank quale una finanza di tipo capitalista, seppur mascherata, si accentuarono, e non a caso "Che" Guevara, ebbe più volte a far notare come il sistema bancario sovietico fosse molto simile a quello occidentale e le filiali a Londra e New York della banca sovietica, disse, agivano con gli stesi sistemi e metodi di quelle occidentali.

Del resto era ben noto come banche “liberalcapitaliste”, Morgan e Rockefeller, avevano proprie “filiali” nei Paesi socialcomunisti, fin dal lontano 1917, esempio Chase Manhattan Bank, ecc., mentre le banche dell’area socialcomunista avevano “filiali” nei Paesi liberalcapitalisti, esempio Banque Commerciale pour l’Europe du Nord, Eurobank-Bcen, ecc. (Cfr. Charles Levinson, "Vodka-Cola", op. cit.), a dimostrazione di come il mondo comunista era ben integrato e allineato al mondo finanziario capitalista mondiale (non a caso a Bretton Woods nel 1944, quando si decisero gli assetti post bellici e si crearono altri grandi Istituti e Organizzazioni mondialiste e capitaliste, per esempio la Banca Mondiale e il FMI, erano presenti e partecipanti anche i sovietici la cui delegazione era guidata dal vice ministro del Commercio estero Mikhail Stepanov, che firmarono gli accordi, anche se poi però i sovietici non li ratificarono, né parteciparono alla Banca Mondiale e al FMI).

Ma Guevara fece anche notare come L'URSS pretendeva di allineare i paesi socialisti al suo sistema economico, sacrificandone i progetti locali di sviluppo, in favore di una presunta pianificazione comune, ma in cambio neppure forniva a prezzi veramente di favore i macchinari indispensabili a quelli che ne erano tecnologicamente sprovvisti, ma li vendeva a prezzi di mercato occidentale e, colmo della beffa, erano anche macchinari tecnologicamente molto scadenti rispetto a quelli occidentali!

Per non parlare poi delle armi fornite e poi fatte lautamente pagare, ai paesi “fratelli” o aggrediti dall’Imperialismo, per esempio la Repubblica Spagnola durante la guerra civile (trattenendo una parte dell’oro portato a Mosca), la Cina e la Corea invasa dagli americani.

Il segreto della Gosbank in Italia

In Italia gli ambienti finanziari ben sapevano che la Gosbank agiva come una banca con interessi privati, ma pochi furono quelli che ne svelarono in pieno e con attestati e precisione l'infido ruolo.

Tra questi un gigante nella critica finanziaria che fu il prof. Giacinto Auriti, anche se i suoi accenni en passant, con questa rivelazione, rimasero nella cerchia delle sue conferenze e ambiti accademici.

Poi nel maggio del 1982 venne pubblicato un dossier dal periodico "OP Nuovo" (non l’Op di Mino Pecorelli che era stato assassinato nel 1979) che ha reso noto che la Gosbank, era una società per azioni, con partecipazione di capitali privati stranieri.



Luigi d'Amato, docente universitario e giornalista, scriveva sul "Giornale d'Italia" del 21 giugno 1982: "La storia del grande capitale finanziario è quella di un potere demoniaco; essa gronda sangue".

Il mondo comunista, bravissimo nella critica e nella esegesi del capitalismo si è ben guardato di indagare in questo ambito, lasciando così il campo a critici del campo opposto, i quali però in genere hanno spesso sviluppato analisi condite di cospirazionismo, "illuminati", ebrei ed altre storie del genere, inquinandole e facendo perdere interesse all'argomento.

Diversi sono i siti on line che accennano a queste vicende, Gosbank, Federal Reserve, ecc., ma molti sono appunto inficiati da carenze e alterazioni.


Per chi volesse addentrasi in queste inchieste, raccomandiamo i testi, anche se in lingua inglese, da noi citati, ed altri ancora che non è difficile rintracciare con una paziente ricerca.